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sabato 6 Dicembre 2025
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Infiltrazioni nel carcere di Vasto all’apertura della nuova sezione: “Struttura colabrodo, ora si intervenga”

VASTO. La giornata che avrebbe dovuto segnare un momento significativo per il carcere di Vasto — l’inaugurazione della nuova sezione destinata ad accogliere ulteriori 50 detenuti — è stata invece caratterizzata da forti piogge e da vecchi problemi strutturali tornati prepotentemente alla ribalta. La visita del Sottosegretario alla Giustizia On. Andrea Del Mastro (Leggi), invitato a presenziare al taglio del nastro, si è infatti sovrapposta all’ennesima dimostrazione delle criticità che affliggono la struttura di Contrada Torre Sinello. Secondo quanto riferito dal Cnpp-Spp, le intense precipitazioni che da stamattina interessano l’hinterland vastese hanno provocato nuove e abbondanti infiltrazioni d’acqua all’interno dell’istituto penitenziario. Un problema noto da tempo e più volte segnalato dal sindacato, senza tuttavia ottenere risposte concrete.

“Le infiltrazioni oggi ci sono state, eccome”, denuncia il Vice Segretario Generale nazionale del Cnpp-Spp Aldo Di Giacomo, sottolineando come il fenomeno si ripresenti puntualmente ogni volta che la pioggia cade con intensità. “Siamo intervenuti più volte sulla questione, ma non siamo mai stati ascoltati”, aggiunge. Il Provveditore ha assicurato che i lavori di sistemazione verranno eseguiti. Tuttavia, secondo il sindacato, sarebbe stato opportuno che gli interventi fossero completati prima della visita istituzionale e dell’apertura della nuova sezione. Un dettaglio che oggi, alla luce delle condizioni meteo e delle infiltrazioni registrate, appare particolarmente evidente. Nonostante ciò, Di Giacomo guarda alla giornata odierna con una vena di ottimismo: “Non tutti i mali vengono per nuocere. Se il Sottosegretario, che si dichiara molto vicino alla Polizia Penitenziaria, ha potuto constatare di persona lo stato della struttura, chissà che questa non sia finalmente l’occasione per avviare interventi risolutivi”. Il carcere di Vasto, definito dallo stesso sindacato un vero e proprio “colabrodo”, attende da anni opere di manutenzione per risolvere problemi ormai cronici e garantire condizioni dignitose sia al personale penitenziario sia alla popolazione detenuta. “Chi vivrà, vedrà”, conclude Di Giacomo, augurandosi che da questa giornata difficile possa nascere un impegno concreto da parte dell’Amministrazione.