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martedì 9 Dicembre 2025
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L’ultimo saluto all’ammiraglio Giuseppe Meli, «Pietra viva della Guardia costiera e della comunità»

TERMOLI. «La vita di Giuseppe è stata una testimonianza di fedeltà, bontà e capacità di donarsi, una scintilla divina che illumina chi lo ha conosciuto». Con queste parole, pronunciate da Padre Enzo Ronzitti durante l’omelia, si sono svolti nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo i funerali dell’Ammiraglio ispettore Giuseppe Meli, primo Comandante della Guardia Costiera di Vasto dal 1990 al 1992, scomparso sabato 8 novembre (leggi).

Questa mattina familiari, colleghi della Guardia Costiera e cittadini si sono stretti per rendere omaggio a un uomo la cui esistenza ha saputo unire servizio, disciplina e umanità.

Alla cerimonia hanno preso parte numerosi rappresentanti istituzionali e del mondo marittimo: il Gonfalone del Comune di Termoli, accompagnato dalla Polizia localecon il comandante Pietro Cappella, rappresentanti della Marina Militare, del Corpo delle Capitanerie di Porto, dell’Autorità Portuale di Bari e del settore ittico e balneare, l’Arma dei Carabinieri e il consigliere Agostino De Fenza e una folta rappresentanza dell’Anmi Mario Milano, a testimonianza della stima e del rispetto che Meli aveva conquistato nel mondo marittimo e nella comunità locale.

Durante la celebrazione, oltre all’omelia, è stata letta la preghiera del marinaio, un momento carico di emozione che ha unito fede, ricordo e legame con il mare, elemento centrale nella vita professionale e personale dell’ammiraglio Meli.

La cerimonia ha assunto il tono di un vero e proprio percorso di memoria e riflessione sulla vita, richiamando la centralità della fede, della dedizione e della responsabilità. «Siamo chiamati figli di Dio e, come Gesù, siamo chiamati ad amare», ha ricordato il celebrante, sottolineando come la vita di Meli fosse stata segnata dall’impegno verso gli altri, dalla cura delle persone e dalla capacità di custodire ciò che è prezioso. La morte, ha spiegato, non cancella il senso di ciò che abbiamo vissuto: «La memoria di Giuseppe non è solo un ricordo, ma un seme che resta vivo, che illumina le nostre vite e ci insegna a custodire bontà e fedeltà».