SAN SALVO. Un lunedì notte di appena quindici giorni fa si è trasformato, per un 44enne di San Salvo, in una delle prove più dure e imprevedibili della sua esistenza. Dolori lancinanti al petto, ai polmoni, ai fianchi e alla bocca dello stomaco, accompagnati da un respiro sempre più affannoso, lo hanno costretto a cercare aiuto. Dopo aver tentato invano con alcuni farmaci, la situazione è peggiorata al punto da renderlo incapace di restare disteso o fermo. L’unica scelta rimasta è stata correre al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Pio di Vasto.
Sin dal suo arrivo, i medici di turno hanno percepito subito la gravità del quadro clinico. La dottoressa che lo ha visitato ha disposto immediatamente una TAC, nonostante le difficoltà del paziente nel restare immobile a causa dei dolori insopportabili. L’esito ha confermato quello che temevano: collasso dell’esofago con perforazione e fuoriuscita di liquido acido nei polmoni, una condizione rarissima e spesso letale nell’immediato.
È scattata così una corsa contro il tempo. Il Pronto Soccorso di Vasto ha allertato d’urgenza il reparto di Chirurgia Toracica dell’Ospedale di Chieti, che ha preparato immediatamente la sala operatoria. Il trasferimento in ambulanza è stato rapido, e in piena notte il 44enne è entrato direttamente in sala operatoria. Due ore e mezza di intervento complesso e delicatissimo gli hanno salvato la vita.
Il decorso è proseguito con tre giorni nella Rianimazione Intensiva, vissuti in piena lucidità e sotto lo shock di quanto accaduto. Ore interminabili, fino al momento più emozionante: l’ingresso della madre e della compagna, rimaste per tre giorni con il cuore sospeso, dopo l’ultimo messaggio ricevuto nel cuore della notte che annunciava il trasferimento urgente.
Oggi, a 12 giorni dal ricovero presso la Chirurgia Toracica di Chieti, il paziente ha trovato la forza di raccontare quanto accaduto e di rivolgere un ringraziamento pubblico ai professionisti che lo hanno soccorso e curato:
“Sono vivo grazie al Pronto Soccorso di Vasto e alla Chirurgia Toracica di Chieti. I medici di quella notte mi hanno salvato la vita perché non si sono fermati ai primi dubbi. Sarò per sempre grato a entrambi i reparti per la professionalità, l’umanità e il coraggio con cui hanno affrontato il mio caso.”
Dalla sua esperienza, un messaggio che invita alla riflessione:
“Godetevi la vita senza strafare, apprezzate le cose semplici.”
Una storia che parla di paura, competenza, umanità e rinascita. Una storia che ricorda quanto, anche nei momenti più bui, la dedizione degli operatori sanitari possa fare la differenza tra la vita e la morte.



