VSATO. Il dirigente comunale in pensione Vincenzo Toma, attualmente ancora in servizio a titolo gratuito come responsabile finanziario del Comune di Vasto, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di peculato in relazione a un premio di risultato di circa 30.000 euro riferito al 2020.
Sulla vicenda intervengono i consiglieri comunali Vincenzo Suriani, Guido Giangiacomo e Francesco Prospero, che pur ribadendo la propria posizione garantista, sollecitano prese di posizione chiare da parte dell’amministrazione.
Secondo i tre consiglieri, di fronte a un’accusa così grave, è “doveroso” che il Comune si costituisca parte civile per tutelare le proprie casse. Contestano inoltre che l’ente si attivi in giudizio contro i cittadini per controversie di poche centinaia di euro, mentre non sarebbe ancora stata annunciata una decisione su una vicenda che potrebbe riguardare somme molto più elevate.
I rappresentanti dell’opposizione comunicano che, qualora l’amministrazione non proceda spontaneamente, presenteranno in Consiglio una richiesta formale di costituzione di parte civile.
Sotto osservazione anche la scelta del sindaco Francesco Menna di mantenere Toma nel ruolo di dirigente finanziario nonostante il rinvio a giudizio: una decisione che, a loro avviso, andrebbe “immediatamente rivista”.
I consiglieri chiedono inoltre che maggioranza, forze politiche e società civile si esprimano pubblicamente sul caso, ritenendo insostenibile un atteggiamento di silenzio.
Infine ricordano come il tema dei premi di risultato sia stato più volte oggetto di critiche da parte dell’opposizione negli ultimi anni, in particolare per la presunta mancanza di trasparenza e per importi considerati sproporzionati rispetto ai risultati ottenuti. L’attuale evoluzione giudiziaria, sostengono, confermerebbe la fondatezza dei dubbi sollevati in passato.
“Rimaniamo al servizio di Vasto, della correttezza politica e amministrativa e della cittadinanza”, concludono Suriani, Giangiacomo e Prospero.



