ABRUZZO. È di stamattina la notizia di una nuova aggressione perpetrata a danno di un poliziotto penitenziario in quel del carcere minorile dell’Aquila.
Da indiscrezioni avute poco fa sembrerebbe che gli autori dell’insano gesto, neanche a dirlo, sono gli stessi che una settimana fa hanno malmenato altri tre agenti e nel medesimo istituto.
Stiamo parlando di due egiziani che a quanto pare la loro indole criminale la vedono acuita piuttosto che ridotta in carcere.
Seppur refertato e con tanto di evidenti lividi sul collo, segno che il gesto posto in essere è stato di inaudita violenza, non si hanno notizie in merito alla prognosi alla quale dovrebbe sottostare il malcapitato.
Sempre da indiscrezioni sembrerebbe che gli stessi detenuti hanno divelto con un biliardino un blindato che da accesso ai cortili passeggi.
È nata male e sta proseguendo evidentemente peggio l’avventura di quei pochi poliziotti chiamati a gestire al ritmo di turni finanche di 12 ore un istituto riaperto sotto una cattiva stella.
La situazione è al collasso prima ancora che si possa tracciare un minimo bilancio delle attività amministrative dell’IPM.
Abbiamo un cattivo presentimento e cioè che se presto non si farà qualcosa più che una realtà votata alla rieducazione, quella degli Istituti di pena per minori in generale e dell’Aquila in particolare potrebbero e presto trasformarsi in autentiche università del crimine.
Maggiori risorse, aumento degli organici, trasferimento immediato dei riottosi e il rimpatrio dei detenuti extracomunitari sono solo alcune dei suggerimenti che avanziamo perché dopo quello che sta succedendo è giunto davvero il momento di dire basta!”
Così i segretari nazionali della Federazione Sindacale CNPP-SPP di categoria Mauro Nardella e Giuseppe Merola
Nuova aggressione ai danni di un Agente della Polizia Penitenziaria presso il carcere minorile dell’Aquila. Lo denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Come spiega Giuseppe Ninu, segretario nazionale per l’Abruzzo del SAPPE, dopo avere acquisito le notizie dalla struttura del Sindacato addetta al servizio minorile, “una settimana dopo un’aggressione ai danni di un collega, alcuni detenuti egiziani continuano a causare problemi e aggressioni al personale nell’istituto. Un detenuto, durante l’ora d’aria, ha chiesto di rientrare subito in cella; l’agente gli ha chiesto di attendere. Il detenuto ha reagito con violenza, cercando di sfondare lo sbarramento insieme a un altro detenuto usando un calcio balilla. Il personale è intervenuto e ha ristabilito la calma. Due ore dopo, il detenuto ha aggredito verbalmente e fisicamente l’agente, minacciandolo e tentando di colpirlo”.
Il SAPPE evidenzia che la situazione nell’istituto penale per minorenni dell’Aquila è critica e richiede interventi immediati e decisi per garantire la sicurezza del personale e prevenire ulteriori episodi di violenza. “Le carenze strutturali dell’impianto sono evidenti, come dimostrato dall’incidente occorso, e richiedono un intervento immediato per riparare e rinforzare le strutture dell’istituto”, prosegue il sindacalista. “Il personale di Polizia Penitenziaria in servizio è insufficiente e l’istituto mostra carenze organizzative dovute a un’apertura affrettata e poco efficace. Per questi chiediamo un potenziamento del personale di sicurezza, la riparazione e rinforzo delle strutture, la revisione dell’organizzazione e della gestione. Il SAPPE chiede l’adozione di misure concrete per tutelare sicurezza e dignità del personale”, conclude Ninu.
Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, auspica che la Polizia Penitenziaria dell’Aquila venga inserita tra le realtà detentive in cui avviare l’imminente sperimentazione, del nuovo strumento di dissuasione ed autodifesa a base di Oleoresin Capsicum, conosciuto anche come spray al peperoncino. “Oggi le nostre colleghe ed i nostri colleghi svolgono servizio all’interno delle sezioni detentive completamente disarmati e le aggressioni hanno raggiunti picchi inaccettabili. Chi aggredisce un membro delle Forze di Polizia attacca lo Stato; quindi, la risposta deve essere ferma per evitare emulazioni. Il SAPPE riconosce una maggior attenzione di questo Governo e dell’Amministrazione Penitenziaria ai problemi del settore, ma servono interventi concreti e urgenti, non solo buone intenzioni: e questa sperimentazione va nella giusta direzione”. Il leader del SAPPE avanza una ulteriore proposta a tutela dell’incolumità fisica degli Agenti in servizio: “Si potrebbe valutare di usare strumenti come il Flash Ball o il BolaWrap. Il Flash Ball, usato dalla polizia francese, spara proiettili di gomma morbida da 44 mm a bassa energia per ridurre il rischio di lesioni gravi ed esercita una forza simile a un pugno medio. Il BolaWrap lancia un laccio in Kevlar lungo 2,5 metri con ancore che si avvolgono rapidamente attorno al soggetto, limitandone i movimenti. In alcune città italiane è già in dotazione alla polizia locale con risultati positivi. È uno strumento non violento utile per gestire persone non collaborative, spesso in stato di alterazione o in condizioni pericolose, come frequentemente accade in carcere”, conclude Capece.



