ABRUZZO. Nella sentenza con cui ha rigettato il ricorso dei genitori della famiglia nel bosco, la Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato da un lato che ci fossero i presupposti per l’emissione dell’ordinanza di sospensione della genitorialità, ma al tempo stesso ha dato atto di tutta una serie di progressi che sono stati fatti concretamente dai genitori, ritenendoli “apprezzabili”.
È quanto si apprende a proposito del provvedimento con il quale i giudici hanno respinto il reclamo proposto dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas.
La decisione definitiva sulla vicenda è comunque rimessa al Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
“Spero ancora che possa succedere qualcosa per Natale. Mi sembra troppo altrimenti.Se non fosse stato per le festività, forse non si sarebbero create queste aspettative”.
Così, all’ANSA, l’imprenditore di Ortona, originario di Palmoli, Armando Carusi, proprietario del casolare nel bosco concesso in comodato d’uso gratuito a Nathan Trevallion, il padre dei tre bambini allontanati dal Tribunale dei minori dell’Aquila in una casa famiglia.
Carusi, insieme alla figlia Leonora, aveva concesso la loro residenza di famiglia alla coppia proprio per permettere all’uomo di avere una dimora adatta per accogliere di nuovo a casa i figli e la moglie Catherine e, nel contempo, sistemare il casolare nel bosco. “Penso che ci sia ancora margine di decisione su come passare il Natale” aggiunge Carusi perchè – spiega – “c’è il Tribunale dei minori dell’Aquila che potrebbe sciogliere le riserve”.
“Questa mattina prima della decisione della Corte d’Appello, ho inviato un messaggio a Nathan in cui esprimevo fiducia per la situazione – ha concluso – e lui mi ha scritto: speriamo. Fino a quando non arriva Natale ci spero sempre”. (FONTE ANSA).



