mercoledì 14 Gennaio 2026
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Viabilità locale al collasso: 82 sindaci abruzzesi chiedono un’inversione di rotta alla Regione

ABRUZZO. A poche ore dall’approvazione del bilancio, il Comune di  Atessa ha inviato una nuova nota a chi governa oggi l’Abruzzo, e per conoscenza a tutti i gruppi politici di maggioranza e di minoranza, per sollecitare un sostanzioso finanziamento del “Fondo Unico regionale per la viabilità”. La lettera contiene una risposta puntuale all’assessore Umberto D’Annuntiis, che aveva sottolineato come in 7 anni (dal 2021 al 2027) la Regione abbia stanziato 145 milioni di euro , con diverse linee di intervento, per le strade provinciali e comunali. Nella lettera, firmata stamane dal sindaco di Atessa Giulio Borrelli, si mette in evidenza come quelle somme siano del tutto insufficienti rispetto alle necessità perché quel Fondo, previsto dalla legge, non è stato adeguatamente finanziato nel corso degli anni. Gli 82 sindaci abruzzesi , che hanno condiviso la richiesta iniziale alla Regione , chiedono una inversione di tendenza rispetto al passato 

La manutenzione delle strade comunali e provinciali in Abruzzo è arrivata a un punto critico. A lanciare l’allarme sono 82 sindaci delle quattro province abruzzesi, che chiedono alla Regione un cambio di passo concreto e strutturale nel finanziamento della viabilità locale. A farsi portavoce delle istanze è il sindaco di Atessa, Giulio Sciorilli Borrelli, che in una lunga e articolata lettera indirizzata all’Assessore regionale competente ha ricostruito le ragioni di una crisi che affonda le radici in oltre quindici anni di progressivo definanziamento.

Pur riconoscendo che negli ultimi sette anni la Regione Abruzzo ha destinato oltre 145 milioni di euro alla viabilità comunale e provinciale attraverso fondi FSC, leggi statali e risorse PNRR, i sindaci sottolineano come tali interventi risultino “utili ma del tutto insufficienti” rispetto alle reali necessità dei territori. Il nodo centrale non è politico, chiariscono gli amministratori locali, ma amministrativo e strutturale: i Comuni sono chiamati a gestire una rete stradale vetusta, estesa e spesso in condizioni critiche, senza disporre delle risorse necessarie.

Secondo uno studio della Fondazione ACI “Filippo Caracciolo” e dell’Università Roma Tre, presentato nel 2018 dopo il crollo del Ponte Morandi, il fabbisogno nazionale per il recupero dell’arretrato manutentorio della viabilità secondaria ammonta a 42 miliardi di euro. All’Abruzzo, in proporzione, servirebbero circa 2,2 miliardi. Numeri che spiegano perché gli interventi spot non siano più sufficienti.

A preoccupare ulteriormente è il legame diretto tra sicurezza stradale e stato delle infrastrutture. Un recente report evidenzia come tra il 2019 e il 2024 i morti sulle strade abruzzesi siano aumentati del 19%, collocando la Regione all’ottavo posto a livello nazionale. Il costo sociale degli incidenti viene stimato in circa 400 milioni di euro, mentre diversi studi indicano che una vittima su cinque è riconducibile direttamente alle condizioni delle strade.

I sindaci denunciano anche il crescente rischio giuridico: sempre più spesso i responsabili della manutenzione vengono chiamati a rispondere in sede civile e penale per danni o incidenti causati dal dissesto stradale. Tuttavia, i bilanci comunali risultano “blindati”, con margini di spesa estremamente ridotti rispetto a quelli di Stato e Regioni.

Emblematico il confronto storico sul Fondo Unico regionale per la viabilità: negli ultimi sette anni sono stati stanziati complessivamente solo 4,8 milioni di euro, peraltro destinati a pochi piccoli Comuni. Tra il 2001 e il 2010, invece, i programmi triennali garantivano alle Province abruzzesi risorse comprese tra i 35 e i 40 milioni di euro l’anno, segnando una riduzione di circa il 98%.

Da qui la richiesta dei sindaci: avviare già con la prossima legge di bilancio regionale un’inversione di tendenza, istituendo fondi stabili e dedicati alla manutenzione stradale, anche attraverso un accordo bipartisan che coinvolga risorse regionali proprie e fondi discrezionali dei consiglieri.

“La manutenzione stradale non può dipendere solo da fondi europei o dal PNRR, peraltro in scadenza”, scrivono gli amministratori, ribadendo che il decentramento senza risorse equivale a un semplice trasferimento di responsabilità.

I sindaci auspicano ora un confronto diretto con la Regione per avviare un percorso condiviso, leale e pragmatico. La viabilità locale, concludono, non è più un problema rinviabile, ma una priorità che riguarda sicurezza, sviluppo e qualità della vita dei cittadini abruzzesi.