ABRUZZO. “È stata violata la privacy di questi bambini.
Sono state pubblicate informazioni estremamente riservate, come quelle sulla scolarizzazione, sulle vaccinazioni o sullo stile di vita, che dovevano transitare all’interno di un fascicolo e non attraverso i media.
Se fino ad ora si è sbagliato, è arrivato il momento di non sbagliare più”. Lo afferma l’avvocato Alessandra De Febis, Garante dell’infanzia e dell’Adolescenza della Regione Abruzzo, a proposito della vicenda della famiglia del bosco, ricordando che c’è la “Carta di Treviso” e che in caso di minori “la riservatezza viene prima del diritto di cronaca e di quello di critica”.
“Qui c’è stata una criticità durata oltre un anno: per questo è intervenuto il giudice, però è giusto tornare al ricongiungimento.
Spero che ci sia la possibilità di poter dialogare con la famiglia a proposito dell’istruzione”.
Così all’ANSA l’avvocata Maria Luisa Palladino, tutrice nominata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, dopo l’udienza in Corte d’Appello per il reclamo contro la sospensione della potestà genitoriale di Nathan e Catherine e l’allontanamento dei tre bambini, tra i 6 e gli 8 anni, in una struttura protetta dove comunque possono vedere la madre.
“Oggi c’è stata l’udienza cartolare – ha aggiunto Palladino -, sono state depositate le note di trattazione scritta. Non sappiamo niente di più. Il giudice deciderà entro 60 giorni dal deposito del ricorso”.
Per quanto riguarda i bambini che si trovano tuttora nella casa famiglia, “stiamo predisponendo – ha spiegato – i richiami per i vaccini obbligatori che avevano fatto. Il libretto vaccinale era presente”.
Il nodo, almeno fino a questo momento, resta la questione legata all’istruzione: la tutrice conferma che i minori non sanno leggere e scrivere. (FONTE Ansa).



