venerdì 16 Gennaio 2026
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Nuova aggressione alla Casa lavoro di Vasto, internato magrebino scaglia un pc contro un agente

VASTO. Situazione ancora critica alla Casa Lavoro di Vasto, dove i problemi strutturali e organizzativi continuano a generare tensione e preoccupazione tra il personale di Polizia Penitenziaria. A segnalarlo sono le segreterie locali di SAPPE e UIL PA, che tornano a denunciare lo stato di abbandono dell’Istituto e le conseguenze sulla sicurezza di agenti e detenuti.

La vicenda si inserisce nelle polemiche già sollevate dopo l’inaugurazione del nuovo 3° piano, avvenuta il 27 novembre scorso in condizioni meteorologiche proibitive che avevano reso difficoltosa persino la fruibilità della struttura. Secondo le organizzazioni sindacali, il reparto — di recente aperto ai detenuti ritenuti “più meritevoli” — presenterebbe ancora diverse criticità: assenza della linea telefonica per le comunicazioni dei detenuti con le famiglie, mancanza delle chiavi per i cancelli interni e problemi tecnici diffusi.

I sindacati sottolineano inoltre che l’intero Istituto soffrirebbe da mesi di guasti non risolti, come una delle due porte carraie fuori uso dal maggio scorso, oltre a un sistema di videosorveglianza definito “completamente in tilt” e cancelli non funzionanti. Una situazione che, secondo SAPPE e UIL PA, renderebbe “utopica” qualsiasi condizione di sicurezza adeguata.

In questo contesto, nella giornata di ieri si è verificato un nuovo episodio di violenza. Durante il turno 16/24, un agente è stato aggredito all’interno del proprio ufficio da un internato di origine magrebina, che — stando a quanto riferito dai sindacati — avrebbe scagliato contro di lui un computer, colpendolo alla nuca. Il colpo, che avrebbe potuto raggiungere il volto del poliziotto, ha richiesto l’intervento dell’infermeria interna e successivamente il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale di Vasto. Per l’agente è stata emessa una prognosi di cinque giorni.

Le sigle sindacali esprimono solidarietà al collega ferito e ribadiscono la loro contrarietà all’apertura del 3° piano nelle condizioni attuali, definendo quanto sta accadendo “un’agonia senza fine”, aggravata dalla cronica carenza di circa 40 unità di Polizia Penitenziaria.

La situazione alla Casa Lavoro di Vasto rimane dunque tesa, con i rappresentanti del personale che chiedono interventi urgenti sia sul piano strutturale sia sul fronte della sicurezza operativa.