mercoledì 4 Febbraio 2026
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RC Auto, nel 2026 aumenti fino al doppio per 1,5 milioni di automobilisti

Nel 2026 oltre un milione e mezzo di automobilisti italiani rischia di trovarsi di fronte a una brutta sorpresa al momento del rinnovo della polizza RC Auto. Chi ha causato almeno un incidente nel corso dell’ultimo anno, infatti, potrebbe arrivare a pagare quasi il doppio rispetto a chi non ha avuto sinistri, con un aumento medio stimato intorno al 94%. Un dato che fotografa con chiarezza quanto il comportamento alla guida continui a incidere in modo determinante sul costo dell’assicurazione.

La stima emerge da un’analisi di Segugio.it, che ha esaminato le dichiarazioni degli automobilisti italiani nel corso del 2025. Secondo lo studio, il 4,4% dei guidatori ha ammesso di aver causato un sinistro, una percentuale in lieve calo rispetto al 4,6% registrato nel 2024. Nonostante questa flessione, il numero assoluto resta significativo e si traduce in circa un milione e mezzo di assicurati destinati a subire un rincaro nel 2026.

Il quadro generale del mercato RC Auto mostra segnali di stabilizzazione nel breve periodo, ma prezzi ancora elevati se si guarda agli ultimi anni. Il premio medio nazionale si attesta infatti a 483,57 euro, con un aumento del 3,4% su base annua e addirittura del 31,1% rispetto al 2022. In questo contesto, confrontare le offerte e valutare soluzioni come l’assicurazione auto online su Segugio.it diventa sempre più centrale per contenere la spesa, soprattutto per chi teme un aggravio legato alla propria classe di merito.

L’analisi evidenzia come la presenza di un sinistro incida pesantemente sul premio, con differenze marcate anche in base al territorio. Fissando a 100 il valore medio nazionale della frequenza dei sinistri, la regione più virtuosa risulta il Molise, con un indice pari a 40,5. All’estremo opposto si colloca la Valle d’Aosta, che registra un valore di 130,9, seguita da Toscana (113,3) ed Emilia-Romagna (112,2). Numeri che confermano come il rischio assicurativo non sia distribuito in modo uniforme sul territorio e come la residenza continui a pesare sul costo finale della polizza.

Anche l’età del conducente gioca un ruolo decisivo. I giovani fino a 24 anni sono la fascia più esposta, con un indice di sinistrosità pari a 155,1, ben al di sopra della media nazionale. All’opposto, la fascia tra i 35 e i 44 anni risulta la più prudente, con un valore di 85,0. Un dato che riflette l’esperienza alla guida ma che si traduce anche in premi assicurativi più sostenibili per chi rientra in questa categoria.

Differenze significative emergono infine analizzando le professioni. Gli studenti risultano la categoria con la maggiore frequenza di sinistri (117,3), seguiti da pensionati (112,4) e dirigenti o funzionari (111,2). Sul versante opposto, le forze armate si distinguono come il gruppo meno coinvolto in incidenti, con un indice di 70,2, seguite da imprenditori (80,1) e casalinghe (89,3). Anche in questo caso, il profilo dell’assicurato contribuisce a determinare il premio finale.

Nel complesso, i dati confermano una tendenza chiara: guidare con prudenza non è solo una questione di sicurezza, ma anche di risparmio. In un periodo in cui i costi restano elevati e i margini di riduzione sono limitati, evitare sinistri e valutare attentamente le offerte disponibili sul mercato diventa fondamentale per non trovarsi, nel 2026, a pagare una RC Auto quasi raddoppiata.