giovedì 22 Gennaio 2026
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Riabilitazione e RSA, contratti fermi e rette bloccate: l’appello di Natale alle istituzioni


VASTO. Nel giorno del Santo Natale, tempo che richiama ai valori della solidarietà, della
responsabilità e della cura del prossimo, si leva un appello alle istituzioni regionali e nazionali
sul futuro delle strutture di riabilitazione ex art. 26 e delle Residenze Sanitarie Assistenziali
(RSA), pilastri fondamentali della sanità di prossimità.
Si tratta di strutture accreditate e convenzionate che operano quotidianamente a stretto
contatto con le comunità, spesso nelle aree interne dell’Abruzzo, dove rappresentano non
solo un servizio sanitario essenziale, ma anche un presidio sociale ed economico.

Da oltre
dodici anni, tuttavia, queste realtà operano con rette bloccate, mentre i costi di gestione –
energia, servizi, farmaci e presìdi sanitari – sono cresciuti in modo significativo. A ciò si
aggiungono le difficoltà nel recupero delle quote sociali di competenza dei Comuni.
Parallelamente, migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità privata accreditata e delle RSA
attendono il rinnovo dei contratti collettivi nazionali, scaduti da oltre un decennio.

Infermieri, fisioterapisti, operatori socio-sanitari, logopedisti, educatori e ausiliari continuano ogni
giorno a garantire assistenza e cura con professionalità e senso di responsabilità, nonostante una condizione che non è più sostenibile.
Il tema è oggi al centro anche del confronto nazionale tra organizzazioni sindacali,
associazioni datoriali, Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni.

È stato ribadito con chiarezza che il rinnovo dei CCNL non rappresenta soltanto una questione salariale, ma una questione strutturale, legata al finanziamento, all’accreditamento e alla qualità dei servizi resi ai cittadini.
In Abruzzo questa riflessione assume un significato ancora più profondo. Le strutture
sociosanitarie e riabilitative svolgono un ruolo decisivo nel contrastare lo spopolamento delle
aree interne, garantendo occupazione qualificata a professionisti del territorio, trattenendo
competenze, sostenendo l’economia locale e contribuendo alla crescita del PIL regionale.
Indebolire questo sistema significherebbe impoverire non solo l’offerta di cura, ma la tenuta
stessa delle comunità locali.
Il Natale come tempo di responsabilità.
Il Natale ci ricorda che una comunità si misura dalla capacità di prendersi cura dei più fragili e
di non lasciare indietro nessuno. È per questo che l’appello alla politica regionale e nazionale
è chiaro: sostenere con determinazione il percorso avviato a livello nazionale e, parallelamente, giungere alla chiusura del tavolo regionale sull’adeguamento delle rette. Due processi inscindibili, che devono procedere insieme per garantire dignità al lavoro, sostenibilità alle strutture e qualità dell’assistenza.
Nel giorno del Santo Natale, l’auspicio è che questo tempo di riflessione si traduca in scelte
concrete e responsabili, capaci di dare risposte a chi ogni giorno si prende cura delle persone
più fragili e tiene vivi i territori.”
Daniele Leone
Delegato RSA FP CGIL