VASTO-SAN SALVO. Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di una lettrice di San Salvo che racconta un episodio che sta suscitando dubbi e perplessità tra i cittadini riguardo alle modalità di notifica utilizzate da alcuni enti locali.
«Qualche giorno fa ho trovato nella cassetta della posta un avviso di giacenza relativo a un atto giudiziario, consegnato non da Poste Italiane ma da un servizio di poste private. Nell’avviso era indicato che avrei potuto ritirare l’atto esclusivamente presso un ufficio di Campobasso entro dieci giorni, altrimenti sarebbe stato considerato comunque notificato.
Abito a San Salvo e, per motivi di lavoro, né io né mio marito potevamo recarci personalmente. Solo grazie ad amici di Campobasso sono riuscita a recuperare la busta, scoprendo che si trattava di una multa del Comune di Vasto per un’infrazione avvenuta ad agosto a Vasto Marina.
Mi chiedo perché un Comune affidi la notifica di un atto giudiziario a un servizio privato che obbliga i cittadini a ritirarlo in una città distante circa 80 km, invece di utilizzare il servizio postale ordinario o un punto ritiro più vicino al domicilio del destinatario.
Trovo assurdo che un cittadino debba spostarsi così lontano — o incaricare terze persone — per prendere visione di un documento ufficiale che lo riguarda direttamente. Inoltre, nonostante abbia pagato la sanzione entro i 5 giorni previsti, mi sono stati comunque addebitati 10 euro di spese per la raccomandata.
Credo sia necessario fare chiarezza su queste procedure: comunicazioni così importanti dovrebbero essere gestite in maniera più trasparente e accessibile.»
La segnalazione solleva interrogativi su un sistema di notifiche che, nel caso descritto, appare poco funzionale e potenzialmente penalizzante per chi riceve l’atto.
Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti da parte degli enti coinvolti.



