MONTEODORISIO. Si accende il dibattito politico a Monteodorisio sull’addizionale comunale IRPEF. Al centro della discussione, secondo l’amministrazione comunale, non ci sarebbe però una reale analisi dei numeri, bensì una confusione di fondo sui meccanismi della fiscalità pubblica.
In una nota firmata dal sindaco Catia Di Fabio e dal vicesindaco con delega al Bilancio Alessandro Mucci, viene chiarita innanzitutto una distinzione ritenuta essenziale: quella tra tasse e imposte. L’IRPEF, sottolineano, non è una tassa ma un’imposta, destinata a finanziare i servizi generali dello Stato, come la sanità pubblica, e non servizi comunali specifici come avviene invece per tributi quali la Tari.
Secondo l’amministrazione, questa confusione di base avrebbe alimentato una narrazione allarmistica sull’aumento dell’addizionale comunale. Per i redditi fino a 15.000 euro, l’incremento previsto ammonta infatti a 7,50 euro all’anno. Una cifra definita “oggettivamente contenuta”, ben lontana da quella che viene descritta come una “stangata” ai danni delle fasce più deboli.
Altro punto contestato riguarda la cifra di 26.000 euro, più volte richiamata nel dibattito pubblico. L’amministrazione precisa che non si tratta dell’aumento a carico di un singolo cittadino né di una fascia di reddito medio-bassa, ma di una stima del gettito complessivo derivante dalla somma dei contributi di tutti i contribuenti. Il dato reale, evidenziano, potrà essere verificato solo in sede di rendiconto.
Nel documento si ribadisce come il confronto politico sia legittimo e necessario, ma debba poggiare su dati corretti e su una conoscenza adeguata della materia. “Quando si parla di bilanci e di soldi dei cittadini – affermano sindaco e vicesindaco – servono competenza, responsabilità e onestà intellettuale, non slogan”.
Un richiamo finale al rispetto verso i cittadini, che passa, secondo l’amministrazione, dalla chiarezza e dalla correttezza delle informazioni fornite nel dibattito pubblico.



