Le analisi CRESA evidenziano criticità strutturali e la necessità di una riconversione del sistema dei servizi assistenziali
ABRUZZO. “Le analisi socio-economiche elaborate dal CRESA evidenziano con chiarezza un cambiamento strutturale della popolazione nazionale e, in modo significativo, anche della Regione Abruzzo.
Tale trasformazione è caratterizzata da un progressivo invecchiamento demografico, da un incremento delle patologie croniche e da una crescita costante dei bisogni assistenziali complessi e continuativi.
Questa evoluzione impone una riflessione approfondita sull’adeguatezza dell’attuale assetto dei servizi sociosanitari e sui modelli di finanziamento ad essi associati, nell’ottica di una graduale riconversione dell’offerta verso servizi maggiormente orientati alla presa in carico della popolazione anziana fragile, affetta da pluripatologie croniche e con bisogni assistenziali continuativi.
Dai rapporti del CRESA emerge che:
• cresce la quota di popolazione anziana affetta da patologie cronico-degenerative e condizioni di multimorbilità;
• aumentano gli anni vissuti in condizioni di disabilità, dipendenza e fragilità, più che la mortalità in senso stretto;
• le famiglie incontrano crescenti difficoltà nel sostenere il carico assistenziale, in particolare nelle aree interne e nei contesti territoriali più fragili.
Questo quadro determina una domanda in costante crescita di:
• presa in carico continuativa e strutturata;
• assistenza sanitaria integrata con interventi riabilitativi e socio-assistenziali;
• strutture in grado di garantire stabilità organizzativa, continuità assistenziale e adeguati livelli di professionalità.
A fronte di un aumento significativo della complessità clinico-assistenziale:
• l’offerta dei servizi resta ancorata a modelli organizzativi e tariffari non più adeguati;
• le rette risultano, in molte realtà regionali, ferme da anni, nonostante l’incremento dei costi dei presìdi sanitari, del personale e degli standard assistenziali richiesti;
• la tenuta del sistema è sempre più affidata a una crescente pressione sul lavoro e sull’organizzazione interna delle strutture.
Tale condizione non appare sostenibile nel medio-lungo periodo e rischia di compromettere sia la qualità dell’assistenza sia la stabilità occupazionale e organizzativa del sistema sociosanitario accreditato.
Alla luce delle evidenze fornite dal CRESA, appare necessario:
• adeguare il sistema di accreditamento ai nuovi bisogni sociosanitari emergenti;
• riconoscere il ruolo delle strutture già operative quali presìdi territoriali strategici nella presa in carico della cronicità e della fragilità;
• avviare una revisione delle rette, coerente con l’evoluzione della domanda assistenziale, finalizzata anche a rendere possibile il rinnovo dei contratti collettivi di settore (ARIS RSA e AIOP RSA), fermi da oltre un decennio.
L’obiettivo non è l’incremento indiscriminato della spesa, ma il rafforzamento del sistema sanitario e sociosanitario nel suo complesso, prevenendo costi ben maggiori derivanti da ricoveri impropri in ambito ospedaliero e da risposte assistenziali frammentate o inadeguate”.
Così, Daniele Leone, Delegato RSA FP CGIL.



