ABRUZZO. LNDC Animal Protection apprende con sconcerto la notizia del ritrovamento, nella zona di Penne (Pescara), di un esemplare di ibis eremita ferito da colpi di fucile. L’animale, uno dei due ibis avvistati in zona nelle ultime settimane, presentava lesioni in particolare a un’ala riconducibili a pallini da caccia ed è stato soccorso da un privato cittadino, portato prima alla Riserva naturale regionale Lago di Penne e poi trasferito in una struttura veterinaria a Montesilvano, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico.
L’ibis eremita è una specie oggi gravemente a rischio estinzione a causa di decenni di caccia illegale e altri fattori relativi all’antropizzazione del suo habitat. Per cercare di porre rimedio a una situazione ormai critica e scongiurare la scomparsa della specie, è stato avviato un progetto Life di ripopolamento estremamente ambizioso e all’avanguardia. L’iniziativa prevede la nascita di nuovi esemplari in cattività, seguiti e accuditi da ricercatrici specializzate che, una volta cresciuti, li accompagnano e istruiscono lungo la rotta della loro prima migrazione servendosi di velivoli ultraleggeri. Un intervento complesso, impegnativo e quasi avveniristico, che tuttavia ha già prodotto risultati molto positivi.
“Mentre da un lato ci sono persone eccezionali che stanno facendo di tutto per salvare questi animali e far crescere nuovamente la loro popolazione, dall’altro ci sono esseri senza scrupoli che imbracciano fucili e sparano a un animale così raro e vulnerabile compromettendo il lavoro straordinario che si sta facendo per salvare questa specie. Tutto questo è inaccettabile. Sarebbero questi i cacciatori che amano la natura e tutelano la biodiversità, come sostengono alcuni esponenti politici e di Governo?”, si chiede Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.
La situazione dell’ibis eremita è già stata segnata da un altro gravissimo episodio di bracconaggio, denunciato anche da LNDC Animal Protection: nella provincia di Sondrio, poco dopo aver attraversato le Alpi durante la migrazione nell’ottobre del 2025, due ibis eremita furono abbattuti a colpi di arma da fuoco da un bracconiere, nonostante facessero parte di un progetto europeo di reintroduzione. In quell’occasione i Carabinieri Forestali individuarono e denunciarono il responsabile, con il sequestro di armi e munizioni.
Questi episodi drammatici non possono essere considerati isolati. Il bracconaggio continua a costituire una delle principali cause di mortalità per molte specie protette, mettendo a rischio biodiversità e patrimonio naturale.
LNDC Animal Protection ha sporto denuncia e invita i cittadini che hanno informazioni utili, comprese eventuali immagini o video che possano aiutare le indagini, a inviarle all’indirizzo avvocato@lndcanimalprotection.org. Ogni contributo può rivelarsi determinante per assicurare alla giustizia chi si macchia di questi orrendi reati.
Al tempo stesso, l’associazione ribadisce che è ora di dire basta alla caccia – che in molte occasioni sfocia nel bracconaggio – e per questo ha presentato, insieme ad altre associazioni, una proposta di legge per l’abolizione totale di questa pratica crudele, pericolosa e anacronistica che è attualmente in discussione nelle Commissioni parlamentari.



