giovedì 15 Gennaio 2026
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L’autopsia sulla salma di Andrea Costantini confermerebbe il gesto volontario, parla il medico legale

PESCARA. Due ferite da taglio confermate e un quadro che, secondo le prime risultanze, sembra orientarsi con maggiore decisione verso l’ipotesi del suicidio. 

È quanto emerge dall’autopsia eseguita questa mattina sulla salma di Andrea Costantini, il trentottenne trovato senza vita il 15 settembre all’interno della cella frigorifera del supermercato Eurospin di via Corsica, a Termoli. 

Alle sette in punto la riesumazione dal cimitero di Penne, un momento straziante accompagnato dalle lacrime dei genitori, Gennaro e Lidia, che hanno seguito il carro funebre fino al cimitero di Pescara Colli, dove il medico legale Cristian D’Ovidio, docente dell’Università di Chieti, ha effettuato l’esame autoptico.

Nella camera mortuaria erano presenti anche gli avvocati delle due parti: da un lato i legali della compagna di Andrea, Paola Cecchi; dall’altro quelli dei genitori, rappresentati dall’avvocato Piero Lorusso. Una frattura profonda, che attraversa ogni passaggio di questa vicenda e che rende ancora più dolorosa una storia già segnata da interrogativi, sospetti e silenzi. 

Sul tavolo restano questioni delicate: il terreno acquistato da Andrea — “senza mutui”, ha sempre ribadito la compagna — e il tema delle telecamere installate all’esterno dell’abitazione, elementi che alimentano tensioni e versioni contrapposte. 

Ma c’è un punto che, almeno su questo, unisce entrambe le famiglie: capire cosa sia accaduto davvero nella vita di un uomo che dodici anni fa aveva lasciato Penne per costruire a Termoli una nuova quotidianità insieme alla compagna e al figlio di undici anni, in un giorno che doveva essere solo un normale turno di lavoro. 

I genitori continuano a respingere con forza l’ipotesi del suicidio e annunciano che non smetteranno di cercare la verità, convinti che dietro quella morte ci sia ancora molto da chiarire. Le prossime settimane saranno decisive per ricomporre un quadro che, al momento, resta sospeso tra dolore, dubbi e la necessità di una risposta definitiva.

EB