CASTIGLIONE MESSER MARINO. Rischiano di finire a processo tre persone colpite dal “Daspo Willy” e indagate per aver aggredito con violenza un 29enne di Castiglione Messer Marino. Si tratta di C. F., un uomo di 52 anni di Roccaspinalveti, suo figlio N. F. di 33 e la compagna di quest’ultimo V. N., di 30 (Leggi).
Due di loro, il 24 settembre scorso e in un bar in pieno centro a Castiglione, si sarebbero scagliati con violenza contro il 29enne, T.F, colpendolo ripetutamente sulla schiena con un bicchiere di vetro e una mazza da baseball, fino a causargli una grave contusione alla scapola destra con prognosi di 4 giorni. Contro la vittima avrebbero anche pronunciato frasi minacciose intimandolo di farsi avanti e dicendo “ti stacco la testa e ti ammazzo”.
Ai tre indagati, assistiti il primo dal legale Alessandro Cerella mentre la coppia dall’avvocata Assunta Nocciolino, entrambi del foro di Vasto, è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini da parte della Procura di Vasto. A vario titolo e in concorso tra loro, sono indagati per lesioni personali aggravate, minacce, porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere e danneggiamento.
Stando all’accusa, F. T. sarebbe stato aggredito a seguito di un alterco poi degenerato per vecchie ruggini che avrebbero portato gli indagati a denunciare tempo fa la stessa vittima.Agli indagati viene inoltre contestato il reato di minaccia, con le aggravanti dell’azione compiuta da più persone, per futili motivi e con l’uso di armi improprie. In un ulteriore capo d’imputazione padre e figlio sono chiamati a rispondere anche del porto di oggetti atti ad offendere, tra cui un coltello, poiché trovati fuori dalla propria abitazione e senza giustificato motivo.
Le indagini riguardano, inoltre, il danneggiamento del bar teatro dell’aggressione e dove sarebbero andati distrutti bicchieri e suppellettili. Danneggiati anche i vetri e lo specchietto retrovisore della Bmw di proprietà della vittima. Tra le persone offese figura anche F. F., 59enne di Castiglione Messer Marino. Con l’avviso di conclusione delle indagini, il pm ha formalmente chiuso l’attività investigativa.
Gli indagati, assistiti dai rispettivi difensori, avranno ora 20 giorni di tempo per prendere visione degli atti, presentare memorie difensive, produrre documentazione o chiedere ulteriori accertamenti.
Lea Di Scipio



