martedì 10 Febbraio 2026
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Testa di suino in bocca a un cane: “Sono scarti di macellazioni, attirano i selvatici”

VASTO. “Sabato mattina, alle 8.30, percorrevo via Incoronata in macchina ed ero in compagnia di altre persone. Ad un certo punto un cane di grossa taglia, probabilmente un pastore abruzzese, ci è passato davanti e tutti abbiamo visto con i nostri occhi che aveva in bocca la testa integra di un maiale. Non abbiamo fatto in tempo ad immortalare la scena, ma sappiamo che in città ci sono stati altri analoghi avvistamenti”.

A raccontarlo è Stefano Taglioli, noto ambientalista vastese, da anni impegnato nella tutela del territorio. La sua segnalazione non è un caso isolato: nelle ultime settimane, infatti, alla redazione sono giunte altre segnalazioni analoghe, che delineano un quadro preoccupante.

Il fenomeno riporta all’attenzione il tema dell’abbandono illecito delle carcasse animali, una pratica che in questo periodo dell’anno sembra coincidere con le tradizionali macellazioni domestiche del maiale, retaggio di un’antica usanza contadina ancora diffusa. Un rito che, se non svolto nel rispetto delle regole, può però trasformarsi in un problema serio, sia sotto il profilo igienico-sanitario e ambientale, sia sotto quello della sicurezza pubblica.

“È un costume purtroppo consolidato – spiega Andrea Mazzatenta, professore di Fisiologia all’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara – quello di abbandonare gli scarti della macellazione domestica nelle campagne o addirittura nelle immediate vicinanze delle abitazioni. Io stesso ne ho travati diversi in via Torre Sinello. Una pratica che si ripete ogni anno e che finisce per attirare lupi e cinghiali sempre più vicino ai centri abitati. Questi comportamenti andrebbero controllati, perché possono diventare pericolosi. Mi auguro che non si tratti di azioni finalizzate ad attirare volontariamente gli animali per fini venatori, ipotesi che purtroppo in alcuni casi non può essere esclusa”.

A disciplinare in modo organico la materia è il Decreto legislativo n. 27 del 2021, che stabilisce l’obbligo, per chi effettua macellazioni per uso domestico privato, di comunicare preventivamente al Servizio veterinario della Asl competente il luogo, la data e l’orario dell’operazione.

La normativa prevede inoltre che un campione di diaframma dell’animale venga consegnato alla Asl o ai mattatoi autorizzati, previo pagamento di un bollettino: 16 euro per il primo capo macellato e 6 euro per ciascun altro, fino a un massimo di quattro animali. Le analisi, effettuate dall’Istituto zooprofilattico di Teramo, sono finalizzate alla ricerca della trichinella, parassita potenzialmente pericoloso per la salute umana.

Un insieme di regole pensate per tutelare non solo chi consuma le carni, ma anche l’ambiente e la collettività, e che rendono ancora più grave ogni forma di abbandono incontrollato degli scarti di macellazione.

Lea Di Scipio