VASTO. Sono 8 gli agenti della polizia penitenziaria feriti ieri mentre tentavano di sedare la violenta sommossa al carcere di via Torre Sinello a Vasto (Leggi). Gli agenti sono stati curati dagli operatori sanitari giunti sul posto con due ambulanze e non è stato necessario trasportarli al pronto soccorso.
A scatenare il panico sono stati 3 internati tra i 30 e 40 anni e di origini italiane, affetti da gravi problemi di natura psichiatrica, e che poco prima delle 11 hanno asserragliato i corridoi scagliandosi contro le postazioni dei militari e gettando a terra sedie e scrivanie.
Il gruppetto stava lavorando nella lavanderia e all’improvviso ha iniziato ad agitarsi e a prendere di mira gli arredi del corridoio.
A capeggiare la protesta lo stesso detenuto che il pomeriggio precedente aveva brutalmente aggredito a calci e pugni un agente della polizia penitenziaria (Leggi).
Uno degli aggressori è stato portato in altra struttura, gli altri 2 sono in attesa di essere trasferiti e per adesso si trovano in isolamento. I tre non sono nuovi a episodi del genere ed è partito l’iter di proroga delle misure di sicurezza detentiva.
A intervenire il personale di polizia, aiutato anche da alcuni internati, che ha invano dato l’ordine di rientrare in cella. Ne sono conseguite cinque ore di panico e forte agitazione che hanno fatto scattare la richiesta di aiuto con l’arrivo dei rinforzi da Teramo, Lanciano e del Gir, gruppo d’intervento regionale, arrivati con sei blindati.
A presidiare l’intero perimetro dell’istituto un dispiegamento interforze richiesto dal questore Leonida Marseglia e coordinato dal vice questore aggiunto Pasquale Marcovecchio. Impiegati dieci carabinieri, dieci poliziotti, due finanzieri e quattro agenti della polizia locale, oltre a tre pattuglie provenienti da Lanciano e una del Reparto Prevenzione Crimine di Pescara.
Le forze dell’ordine hanno effettuato presidi e controlli dinamici all’esterno, pronte a intervenire anche all’interno in caso di necessità.
Lea Di Scipio



