VASTO. “Cinque mesi fa la Giunta comunale approvava le Linee direttive per l’istituzione e il funzionamento del Tavolo per l’Ambiente, presentandolo come ‘uno spazio permanente di confronto, proposta e collaborazione con le associazioni che operano sul territorio per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente’. Parole pronunciate con enfasi dall’assessore competente e rilanciate dalla stampa locale come segnale di una possibile svolta nel rapporto tra Amministrazione e cittadinanza attiva.
Eppure, a oggi, quella svolta resta sulla carta.
Il Tavolo per l’Ambiente non si è ancora insediato. Dal 12 agosto scorso si attende la prima convocazione, senza che siano stati comunicati tempi, modalità o motivi del ritardo. Un silenzio che pesa, soprattutto se si considera che questo organismo non nasce oggi: era già previsto dallo Statuto comunale del 2001, confermato da quello del 2007, e per oltre vent’anni è rimasto sistematicamente inattuato.
Proprio per questo l’approvazione delle Linee direttive era stata accolta con favore da associazioni e comitati: non come una concessione, ma come il tardivo riconoscimento di un diritto alla partecipazione già sancito dalle norme fondamentali del Comune. Un atto che sembrava indicare un cambio di passo, una disponibilità al dialogo su temi cruciali come la tutela ambientale, la qualità della vita, la gestione del territorio.
Oggi, però, il rischio è che anche questa iniziativa finisca per aggiungersi alla lunga lista degli strumenti partecipativi annunciati e mai resi operativi. Perché senza convocazioni, senza un calendario, senza un minimo di trasparenza sui passaggi successivi, il Tavolo per l’Ambiente resta un titolo, non una realtà.
La domanda è semplice e legittima: l’Amministrazione comunale intende davvero attivarlo o ha già archiviato l’idea dopo l’annuncio? Se esistono difficoltà organizzative o politiche, perché non dirlo apertamente? Se invece la volontà c’è, quali sono i tempi?
In un contesto in cui le questioni ambientali richiedono competenza diffusa, confronto e responsabilità condivisa, tenere inattivo uno strumento di partecipazione previsto dallo Statuto e appena approvato dalla Giunta non è una scelta neutra. È una decisione politica, o quantomeno un segnale.
Dare risposte, convocare il Tavolo, renderlo operativo significherebbe dimostrare coerenza tra gli atti formali e la pratica amministrativa. Continuare ad attendere, invece, rischia di trasformare una promessa di dialogo in un’ennesima occasione mancata.”
Il Comitato cittadino per l’attuazione dello Statuto comunale



