VASTO. Da anni i residenti di via Ritucci Chinni, nel quartiere San Paolo di Vasto, denunciano una situazione che definiscono «incresciosa, discriminatoria e ormai insostenibile». Il problema, noto da tempo, negli ultimi giorni ha subito un’accelerazione che ha esasperato ulteriormente gli abitanti: il divieto di sosta imposto sul lato della strada che costeggia la chiesa di San Paolo, un provvedimento che – secondo i residenti – non solo non risponde a criteri di buon senso, ma crea una disparità evidente tra i due lati della carreggiata.
«Sul nostro lato non possiamo parcheggiare, mentre i residenti dirimpettai sì. È già una discriminazione», spiegano. Ma il paradosso, sottolineano, emerge soprattutto nelle ore di maggiore afflusso: ingresso e uscita dalle scuole, messa settimanale, funerali.
«In quei momenti via Ritucci Chinni diventa il caos: auto parcheggiate ovunque, persino davanti ai garage. Eppure, nessuna multa, nessuna pattuglia, nessun controllo. Poi, quando la strada è sgombra, le uniche sanzioni arrivano a noi residenti che parcheggiamo sotto casa per necessità». Una dinamica che, a detta degli abitanti, si ripete da anni senza che nessuno intervenga.
A complicare ulteriormente la vicenda c’è il parcheggio realizzato alle spalle della chiesa, un’opera definita «molto discussa, mai richiesta da noi né da altri residenti della zona San Paolo, ma che abbiamo comunque pagato come contribuenti». Un parcheggio che, oltre a essere distante dalle abitazioni, viene percepito come insicuro: «In un periodo in cui i furti d’auto sono aumentati, ci si chiede come si possa pretendere che lasciamo la macchina lontano da casa».
I residenti raccontano di aver tentato più volte di contattare gli organi preposti per trovare una soluzione, ma senza ottenere risposte concrete. Da qui la frustrazione crescente: «Dopo cinquant’anni abbiamo tratto le nostre conclusioni: il progresso ha portato più disagi, più sanzioni, meno ascolto, meno rispetto delle richieste e dei bisogni reali dei cittadini da parte degli organi di vigilanza e di governo. Non si tiri in ballo il piano urbanistico: in questa strada non è cambiato nulla in mezzo secolo, se non un divieto di sosta irragionevole e i capricci di taluni».
La chiusura è amara e diretta: «Si vada a cercare i delinquenti in altri luoghi ben più problematici, non tra noi che, con onestà, paghiamo perfino la sanzione per aver parcheggiato la macchina sotto casa».
E.B.







