venerdì 13 Febbraio 2026
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Strada Carunchio-Palmoli: “Non possiamo più aspettare”

CARUNCHIO. La Strada Provinciale n. 187, nel tratto che attraversa il centro urbano di Carunchio e prosegue verso Palmoli, versa in condizioni gravissime. Una situazione ormai definita “comatosa”, che da anni mette a rischio la sicurezza dei cittadini, in particolare di ragazzi e bambini che quotidianamente percorrono questa arteria per recarsi a scuola.

A denunciarlo con forza è Antonio Turdò, presidente del Comitato Pro Trignina, che ricorda come già lo scorso 16 gennaio 2026, insieme al socio Osvaldo Meo, abbia incontrato presso l’ufficio tecnico provinciale l’ing. Cosentino e il geometra Coccia, responsabile della viabilità della Provincia di Chieti. In quell’occasione è stato richiesto un intervento urgentissimo e inderogabile per circa 1,8 chilometri del tratto abitato di Carunchio.

La questione è stata ribadita anche durante un incontro del Partito Democratico sulla sicurezza stradale, svoltosi a Torrebruna, alla presenza del Presidente della Provincia Francesco Menna e del consigliere delegato Carlo Moro. In quella sede è stato ricordato come nei fondi dell’Accordo Quadro sia previsto un intervento per Carunchio, soprattutto dopo che le risorse del Masterplan sono state dirottate verso altri comuni.

Non solo. L’attenzione è ora rivolta anche ai Fondi Strutturali (FSC), dai quali la comunità di Carunchio si aspetta finalmente lavori concreti per l’intera tratta Carunchio–Palmoli, sempre lungo la SP 187. Una strada strategica e quotidianamente utilizzata, che non può più essere ignorata.

Gravi criticità riguardano inoltre anche il tratto Carunchio–Torrebruna, considerato tra i più dissestati del territorio provinciale.

«Sono anni che questa piccola comunità vive nel dimenticatoio degli interventi provinciali – afferma Turdò –. Credo che sia finalmente arrivato anche il nostro turno. Non chiediamo privilegi, ma il diritto alla sicurezza e alla dignità infrastrutturale».

Carunchio attende ora risposte concrete. La pazienza è finita, e la sicurezza dei cittadini non può più essere rimandata.

Cosi Antonio Turdò del Comitato Pro Trignina.