giovedì 15 Gennaio 2026
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Rivolta nel carcere di Vasto: “Prematuro e pericoloso azzardare ipotesi, servono subito agenti”

VASTO. «Sono state avanzate affermazioni sulle cause che avrebbero portato alla sommossa nel carcere di Vasto che, oltre a generare confusione, rischiano di risultare pericolose per la futura gestione dell’istituto».
È quanto dichiarano Fausto Varricchio e Mauro Nardella, rispettivamente segretario provinciale e nazionale del Cnpp-Spp, intervenendo sulle interpretazioni circolate dopo i gravi fatti avvenuti nel carcere di Contrada Torre Sinello.

Secondo i sindacalisti, attribuire quanto accaduto alle due recenti morti avvenute all’interno della struttura – le cui cause sono ancora da accertare e al momento orientate verso ipotesi naturali – è «azzardato e fuorviante».
«Fare affermazioni non suffragate da certezze – sottolineano – può rivelarsi più dannoso che utile, soprattutto per il miglioramento delle condizioni di lavoro del personale che opera quotidianamente nell’istituto».

Varricchio e Nardella invitano quindi alla massima prudenza comunicativa:
«Sarebbe opportuno limitarsi a dichiarazioni basate esclusivamente su fatti verificati. Anche semplici ipotesi, se diffuse pubblicamente, rischiano di offrire ai detenuti ulteriori motivi di tensione, peggiorando il clima anziché rasserenarlo».

Lo sguardo, spiegano, deve ora essere rivolto al futuro e alla necessità di ristabilire condizioni di sicurezza e serenità all’interno del carcere di Vasto.
«È indispensabile – affermano – che l’amministrazione invii immediatamente un contingente adeguato di agenti di polizia penitenziaria in missione e non in semplice distacco».

Una precisazione tutt’altro che formale:
«Parliamo di missione perché riteniamo giusto che l’amministrazione riconosca economicamente il sacrificio di chi sarà chiamato a supportare i colleghi di Vasto».

«Lo Stato deve dimostrare di esserci – concludono i rappresentanti del Cnpp-Spp – e di non consentire a nessuno di pensare di prevaricarlo con azioni meschine e inaccettabili come quelle viste ieri. Ma per farlo servono uomini, strumenti e strutture adeguate: senza questi, si rischierebbe solo di prendere in giro chi ogni giorno lavora sul campo».