mercoledì 11 Febbraio 2026
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Trovato uno smartphone introdotto con un drone nel carcere di Vasto

VASTO. Ancora un’importante operazione portata a termine dalla Polizia Penitenziaria del carcere di Vasto, che conferma l’elevata professionalità degli agenti nonostante una cronica situazione di grave sottorganico. Dopo la recente rivolta sventata nei giorni scorsi – sedata grazie all’intervento tempestivo dei poliziotti penitenziari locali, coadiuvati dal personale UOS (Unità Operativa Speciale) e dal GIL (Gruppo di Intervento Locale), seppur con il bilancio di sette agenti feriti – arriva un nuovo successo operativo.

Nella serata di ieri, al termine di un’attività di intelligence mirata, è stato sequestrato uno smartphone completo di caricabatterie nella disponibilità di un detenuto. L’operazione è stata impostata dall’Assistente Capo Coordinatore F.V. e condotta con il contributo degli agenti G.G. e B.A., che hanno proceduto alla perquisizione.

Nel corso di una successiva perlustrazione all’interno dell’area carceraria, gli agenti hanno inoltre rinvenuto un’elica di drone, elemento che rafforza l’ipotesi sempre più concreta dell’utilizzo di velivoli telecomandati per introdurre illegalmente droga e telefoni cellulari all’interno della struttura penitenziaria, sfruttando la via aerea.

L’operazione è stata condotta sotto il coordinamento del dirigente Sandro Sabatini, del comandante pro tempore Sostituto Commissario Coordinatore Vincenzo Stabile e della direttrice dell’istituto, la dott.ssa Rita Cerino.

A dare notizia dell’accaduto è Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp, che ha espresso “vivo apprezzamento per il lavoro svolto dai colleghi di Vasto, capaci di ottenere risultati straordinari con mezzi limitati”.

Nardella è tornato a sottolineare il problema dei cosiddetti “droni criminali”, ribadendo come per contrastare efficacemente il fenomeno sarebbe necessario dotare gli istituti penitenziari di sistemi di disturbo del segnale, come i jammer. Per il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, invece, il sindacalista evidenzia l’importanza di avere unità cinofile operative a tempo pieno.

“Nonostante carenze strutturali e di organico – conclude Nardella – i poliziotti penitenziari riescono ogni giorno a compiere vere e proprie imprese, garantendo sicurezza e legalità in condizioni estremamente difficili”.