mercoledì 4 Febbraio 2026
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Sanità, taglio ai fondi: «Così si colpiscono diritti, cure e lavoro»

ABRUZZO. Preoccupazione e allarme per il taglio del contributo regionale destinato alla RADA RP “Il Castello” di Crecchio, struttura che accoglie 40 persone con disabilità gravi e ad altissimo fabbisogno assistenziale. A denunciarlo è la FP CGIL, che parla di una riduzione superiore ai 180 mila euro annui, già con effetti pesanti su pazienti, famiglie e lavoratori.

«Non siamo davanti a una semplice operazione contabile – afferma Giuseppe Rucci, segretario generale FP CGIL Chieti Sanità Privata – ma a una scelta che mette a rischio la tenuta della rete di cura nei setting ad alta complessità. Qui parliamo di persone valutate non dimissibili dall’UVM, per le quali la continuità assistenziale è essenziale».

Secondo il sindacato, il taglio sta producendo dimissioni forzate, discontinuità nei percorsi di cura e un aggravio immediato sulle famiglie, oltre a una forte pressione sui livelli occupazionali. «In questi contesti l’assistenza non è sostituibile né trasferibile dall’oggi al domani – sottolinea Rucci – perché significa programmi clinici, équipe specializzate, sicurezza e tutela della dignità della persona».

La FP CGIL ribadisce la difesa di tre elementi considerati inscindibili: il diritto alla cura delle persone fragili, il lavoro e la professionalità degli operatori e la struttura come presidio socio-sanitario e risorsa occupazionale del territorio.

«Quando la sostenibilità economica viene perseguita con tagli lineari – aggiunge Daniele Leone della FP CGIL Chieti – il prezzo lo pagano sempre pazienti, lavoratrici e lavoratori e le loro famiglie. È una strada che aumenta il rischio clinico e sociale e scarica le responsabilità su chi è più fragile».

Da qui la richiesta urgente alla Regione Abruzzo e alla ASL 02 di intervenire. Il sindacato chiede il ripristino immediato del contributo originario o, in alternativa, una misura ponte che garantisca la continuità assistenziale ed eviti dimissioni improprie. Viene inoltre sollecitata piena trasparenza sui criteri e sugli atti che hanno portato alla riduzione delle risorse e l’apertura immediata di un tavolo istituzionale con Regione, ASL, direzione della struttura e organizzazioni sindacali.

La FP CGIL rilancia anche la necessità di una revisione complessiva della programmazione regionale dei servizi accreditati ex art. 26. «La tenuta del sistema non può essere scaricata su chi cura e su chi è curato – evidenzia Rucci – serve un percorso condiviso di responsabilità e adeguamento delle risorse».

Infine, il sindacato richiama l’attenzione sulle condizioni di lavoro nella sanità privata. «Non può esserci qualità dell’assistenza senza dignità del lavoro – conclude Leone – soprattutto in un settore dove il CCNL della Sanità Privata non viene rinnovato da oltre dieci anni».

«Chiediamo chiarezza immediata – concludono i rappresentanti sindacali – perché al silenzio delle istituzioni si contrappone il grido disperato di famiglie, pazienti e lavoratori».