VASTO – LISCIA. Ogni giorno, senza turni né pause, si prendono cura dei propri familiari con disabilità gravi e gravissime. Sono i “caregiver”, realtà silenziosa ma fondamentale del Paese. Il 27 gennaio scorso, le associazioni provenienti da tutta Italia sono scese in piazza a Roma, in presidio a Piazza Santi Apostoli, per protestare contro il disegno di legge sui caregiver attualmente in discussione in Parlamento.
Tra loro anche Ivana De Luca, originaria di Liscia, caregiver di suo figlio Leonardo e referente regionale di Cfu Abruzzo (Caregiver Familiari Uniti), al fianco di Elvira Bernardinello. Le associazioni hanno chiesto con forza il riconoscimento di diritti concreti, a partire dalla rimozione dei paletti Isee e dal riconoscimento dei contributi previdenziali, elementi ritenuti indispensabili per garantire dignità e futuro a chi assiste.
Ivana è madre di due bambini. Il primogenito, Leonardo, ha 7 anni ed è affetto da Paralisi Cerebrale Infantile, nello specifico da una tetraparesi spastica. Quasi ogni giorno in viaggio da Licia a Vasto per ricevere le cure del caso. “Essere caregiver di un figlio con disabilità gravissima – racconta – significa dedicarsi a lui 24 ore su 24, sette giorni su sette. Leonardo non è autosufficiente e ha bisogno di me per ogni cosa”. Una condizione che comporta “un peso fisico, morale ed emotivo enorme”, ma anche una lunga serie di rinunce: “Spesso si è costretti a lasciare il lavoro, i propri progetti, le aspettative. La vita sociale si riduce drasticamente”.
Una condizione che riguarda milioni di persone: “In Italia – sottolinea Ivana – si stimano circa 7 milioni di caregiver, che ad oggi non godono di alcun sostegno reale, né di un riconoscimento giuridico pieno”. Negli ultimi decenni si sono susseguiti numerosi disegni di legge, “ma nessuno è mai arrivato a una vera conclusione”.
Le speranze erano riposte nel ddl elaborato a fine 2025 dal ministro per la Disabilità Alessandra Locatelli, ma per molti caregiver il testo si è rivelato deludente. “Riconosce lo status di caregiver – spiega Ivana – ma nella pratica manca la concretezza: non ci sono sussidi reali, tutele, strumenti che possano cambiare davvero la nostra vita”.
Da questa insoddisfazione è nata l’esigenza di unirsi. Così è nato il Cfu – Caregiver Familiari Uniti, un’associazione apolitica, creata da caregiver per i caregiver, con l’obiettivo di informare, raccogliere testimonianze e portare all’attenzione delle istituzioni le reali necessità di chi assiste. In breve tempo il CFU è arrivato a Montecitorio, presentando un documento frutto di un lavoro di ascolto e analisi su circa 1.000 caregiver di tutta Italia, come risposta puntuale al ddl Locatelli.
“L’associazione – conclude Ivana – è cresciuta in maniera esponenziale e ho sentito il dovere di dare il mio contributo, diventando referente per l’Abruzzo, insieme a Elvira Bernardinello. Continueremo a farci sentire, perché senza diritti il nostro non è altruismo, è abbandono istituzionale”.
Lea Di Scipio








