martedì 10 Febbraio 2026
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Non si fanno più figli, a Vasto un incontro che parla al cuore delle famiglie: “Prima i bambini”

VASTO. Domenica un pomeriggio intenso e ricco di significato ha riunito a Vasto bambini, famiglie e giovani coppie in cammino verso il matrimonio, in occasione dell’incontro “Prima i bambini – La Chiesa e la crisi della generatività”, promosso all’interno della 48ª Giornata Nazionale per la Vita. Un appuntamento che non è stato solo momento di riflessione, ma soprattutto di ascolto, condivisione e speranza.

L’incontro, ospitato presso l’Auditorium della Parrocchia San Paolo, ha visto la partecipazione di S.E. Mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, che ha offerto una lettura profonda e pastorale del tema della generatività, invitando la comunità ecclesiale a farsi sempre più accogliente e vicina alle famiglie, soprattutto in un tempo segnato da fragilità e incertezze.

Accanto a lui sono intervenuti Gigi De Palo, presidente della Fondazione per la Natalità, e Anna Chiara Gambini, che hanno portato una testimonianza concreta e appassionata sul valore della vita, della genitorialità e sulla necessità di scelte coraggiose a favore dei bambini e delle famiglie. Il loro contributo ha aiutato a leggere la crisi demografica non solo come dato statistico, ma come questione culturale, sociale e profondamente umana.

La presenza dei bambini ha dato fin da subito il tono all’incontro: i loro sorrisi, la loro spontaneità e la loro vita concreta hanno ricordato a tutti che la generatività non è un concetto astratto, ma una realtà quotidiana che interpella scelte, relazioni e responsabilità. Accanto a loro, famiglie di diverse età e giovani coppie prossime al matrimonio hanno vissuto un’esperienza di dialogo intergenerazionale, rara e preziosa.

Particolarmente significativo è stato il coinvolgimento delle giovani coppie, che hanno potuto confrontarsi senza retorica sulle sfide legate alla scelta del matrimonio e della genitorialità: il lavoro, la stabilità economica, il tempo, la fiducia nel futuro. In questo contesto, la Chiesa si è presentata non come giudice, ma come casa, chiamata a custodire e incoraggiare il desiderio di vita che abita nel cuore delle persone.

Il clima dell’incontro è stato semplice e autentico, favorito anche dalla presenza di un servizio di animazione per i bambini, segno concreto di attenzione alle famiglie e di uno stile che mette davvero “prima i bambini”.

Si torna a casa con una consapevolezza più forte: parlare di vita significa prendersi cura delle persone, accompagnarle nei passaggi decisivi dell’esistenza e costruire insieme una comunità che non abbia paura del futuro. Un pomeriggio che ha seminato domande, ma soprattutto fiducia, ricordando a tutti che ogni bambino è una promessa e ogni famiglia una risorsa per l’intera società.

F.C.