sabato 7 Febbraio 2026
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Vasto, il monito dopo Niscemi: interrogazione sui rischi franosi e sulle gallerie dimenticate

VASTO. Alla luce della grave emergenza che sta colpendo la città siciliana di Niscemi, interessata da una imponente frana che minaccia l’abitato, torna d’attualità anche a Vasto il tema della sicurezza del territorio e della prevenzione del rischio idrogeologico.

Il consigliere comunale Giuseppe Forte ha presentato un’interrogazione agli amministratori comunali, regionali e nazionali per richiamare l’attenzione su una problematica che storicamente interessa la città adriatica. Come documentato da eventi passati, Vasto è da sempre soggetta a movimenti franosi, in particolare lungo il versante orientale del costone che si affaccia sul Golfo.

Nel suo intervento, Forte ricorda due eventi drammatici: la frana del 1816 e soprattutto quella del febbraio 1956, che distrusse gran parte dell’antico quartiere del Muro delle Lame, attorno alla chiesa di San Pietro. Un disastro che costrinse oltre cento famiglie ad abbandonare definitivamente le proprie abitazioni e che attirò l’attenzione dei media nazionali e internazionali.

Diversamente da quanto accaduto a Niscemi – dove, secondo quanto emerge dalle cronache, gli interventi di consolidamento previsti dopo una frana avvenuta a fine anni ’90 non sarebbero mai stati realizzati – a Vasto, dopo il 1956, si riuscì a ottenere un deciso intervento dello Stato. Fondamentale fu l’azione del senatore Giuseppe Spataro, che permise di convogliare ingenti risorse per il risanamento dell’area colpita e per la costruzione di nuovi alloggi destinati agli sfollati.

Tra gli interventi più significativi vi fu la realizzazione, da parte del Genio Civile, di una rete di gallerie sotterranee per la captazione delle acque che attraversano il sottosuolo vastese, caratterizzato da strati alternati di sabbia e argilla. Ulteriori lavori furono eseguiti negli anni successivi dal Consorzio di Bonifica nelle zone di via Tre Segni e San Michele, grazie a finanziamenti consistenti.

Secondo quanto segnalato dal consigliere Forte, però, tali gallerie risulterebbero oggi abbandonate. L’ultima ispezione tecnica comunale risalirebbe ad oltre venti anni fa e non vi sarebbe più alcuna attività di controllo da parte del Genio Civile.

Da qui la richiesta formale: sollecitare un intervento urgente degli uffici regionali del Genio Civile e della Protezione Civile per organizzare una ricognizione accurata delle gallerie, verificarne lo stato di conservazione e la funzionalità, e predisporre lo stanziamento delle risorse necessarie per lavori di pulizia e puntellamento.

Il consigliere invita infine il Sindaco e gli assessori competenti ad attivarsi con la massima celerità affinché le autorità preposte forniscano risposte concrete, sottolineando come la prevenzione resti l’unico strumento efficace per evitare il ripetersi di tragedie già vissute in passato.