DOGLIOLA- TERMOLI. In un tempo segnato da distanza, isolamento e fragilità emotive, nasce Catenelle Pedagogiche, un progetto che unisce manualità, ascolto e relazione come risposta gentile ma concreta ai malesseri lasciati in eredità dalla pandemia.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’associazione culturale APS 5 Petali di Dogliola (CH) e la dott.ssa Leonarda Suriano, pedagogista esperta di formazione e processi educativi. L’idea prende forma dall’osservazione degli effetti diffusi dell’isolamento vissuto negli ultimi anni: stress, ansia, chiusure emotive e difficoltà relazionali che hanno inciso profondamente sulla sfera psicologica di molte persone.
Il cuore del progetto è un laboratorio di uncinetto che dialoga con la letteratura. Un gesto antico e ripetitivo, come l’intrecciare catenelle, si fonde con l’ascolto della voce che narra le pagine di un libro, creando uno spazio di rallentamento e presenza. Un buon tè condiviso accompagna l’esperienza, restituendo valore al tempo lento e alla dimensione dell’incontro.
Catenelle Pedagogiche non è solo un laboratorio creativo, ma un vero e proprio spazio relazionale. La concentrazione, la creatività e l’emozione diventano protagoniste all’interno di un ambiente protetto, supportato da professioniste dell’uncinetto e da una guida pedagogica capace di accogliere e mediare le relazioni che nascono spontaneamente tra i partecipanti.
Significativa è anche la scelta del luogo: una merceria. Utilizzare uno spazio pubblico e quotidiano come “Mani Fatate, di Sandra”, nel cuore di Termoli, trasforma un negozio in un presidio culturale e umano. La merceria diventa così un luogo di scambio, conoscenza e cura, una piccola terapia collettiva contro l’isolamento sociale.
Gli incontri si svolgono ogni primo martedì del mese presso la merceria Mani Fatate, in Corso Fratelli Brigida 60, a Termoli, nelle seguenti date: 3 febbraio, 3 marzo, 7 aprile e 5 maggio. L’invito è aperto a chiunque desideri prendersi un tempo per sé e riscoprire il valore delle relazioni autentiche.
Gli organi di informazione sono invitati a partecipare agli appuntamenti per conoscere da vicino un progetto che dimostra come, attraverso piccoli gesti e fili intrecciati, sia possibile ricostruire legami, ascolto e comunità.








