lunedì 2 Febbraio 2026
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Menzione speciale dallo Scottish Library Story Institute of Literature per “Aisling” di Nausica Manzi

MONTEODORISIO. Aisling si aggiudica una menzione speciale dallo Scottish Library Story Institute of Literature, riconoscimento che premia una narrazione capace di muoversi con equilibrio tra realtà e immaginazione, dando voce alle tradizioni alchemiche e storiche della Scozia e dell’Irlanda. Un’opera che non si limita a raccontare luoghi, ma li trasforma in esperienza emotiva, intrecciando paesaggi, simboli e vissuto personale.

Nelle motivazioni del premio vengono citati anche i riferimenti alla dedica e ai ringraziamenti: parole sentite, autentiche, che riescono a essere insieme tempesta e quiete, forza e fragilità. Un aspetto che sottolinea come Aisling non sia solo un viaggio narrativo, ma anche umano.

Abbiamo chiesto all’autrice, Nausica, di condividere un pensiero su questo momento:

«Sono giorni folli, una montagna russa di emozioni. Sono felice e allo stesso tempo malinconica, lontana ma non triste. Porto dentro persone, sguardi e parole, mani e sorrisi che mi hanno stretta a loro o tenuto in sospeso in un ricordo, in un forse… e di tutto questo sono immensamente grata.
Non è facile starmi accanto: sono imprevedibile, spesso inafferrabile. Ma se sai rimanere, anche nel caos — magari condividendone a tuo modo il peso e la follia — ricevi da me un bene unico, esclusivo e senza riserve. Un bene che è tenerezza e acciaio, che pretende rispetto e che, sempre, dà ali per andare e radici per restare».

Nel percorso creativo e umano di Aisling un ruolo fondamentale è occupato anche dalle relazioni che accompagnano l’autrice nella vita quotidiana. Tra queste, Martina e Alessandro, presenza costante e luminosa nel suo lavoro a scuola:

«Martina e Alessandro sono la motivazione e la luce che ogni giorno porto con me. Qualsiasi cosa accada in classe, il mio pensiero va a loro».

Non mancano parole di gratitudine profonda rivolte alla famiglia: ai genitori, esempio quotidiano di amore e perseveranza, e ai nonni che non ci sono più. In modo particolare al nonno Romolo, definito “anima gemella” e forza silenziosa, presenza invisibile ma costante, capace ancora oggi di indicare la strada nei momenti di smarrimento.

L’articolo si arricchisce poi di una costellazione di nomi e legami: amicizie sincere, colleghi, incontri che hanno lasciato un segno. Francesca, porto sicuro nei giorni di tempesta; Federica, compagna di risate e difficoltà condivise tra i corridoi della scuola; Barbara, Antea, Alessia e Valentina, donne capaci di ispirare e intrecciare percorsi preziosi.

Un pensiero affettuoso va anche a Francesco, per le chiacchiere davanti al caffè e per il lavoro svolto con professionalità, dolcezza e una sana follia accanto a un ragazzo speciale. E infine Andrea, descritto con una delle immagini più poetiche dell’intero racconto: una sensibilità profonda e una follia necessaria, simile al timbro di un oboe, malinconico e nitido, capace di proteggere un mondo di sogni bambini in un universo alla deriva.

Nel viaggio di Aisling, ogni incontro diventa un tassello essenziale del percorso creativo dell’autrice. Una rete di relazioni che dimostra come la scrittura non nasca mai nel vuoto, ma sia sempre il risultato di sguardi incrociati, mani tese e parole condivise.

Come sottolinea Nausica stessa, è la gratitudine il filo invisibile che tiene insieme storie e persone. Senza di essa, nulla avrebbe lo stesso sapore, né la stessa profondità.