giovedì 15 Gennaio 2026
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Autopsia su Andrea Costantini, Cecchi: «Esami approfonditi, nessuna ipotesi ora è formulabile»

ABRUZZO-MOLISE. Autopsia su Andrea Costantini, la legale della compagna: «Accertamenti approfonditi, nessuna ipotesi è al momento formulabile».
Si è svolto questa mattina l’esame autoptico sul corpo di Andrea Costantini, nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dall’Autorità giudiziaria. All’attività peritale ha assistito l’avvocata Paola Cecchi, che tutela la posizione della compagna del defunto, Angela Dileva. La legale ha riferito che il Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal giudice, il dottor Cristian D’Ovidio, «ha operato con particolare precisione e rigore, illustrando puntualmente a noi avvocati ogni singola operazione effettuata sul corpo». Nel corso dell’autopsia il CTU ha eseguito approfonditi accertamenti nella zona del collo, con incisioni profonde finalizzate alla valutazione dei segni esterni riscontrati, e ulteriori verifiche in sede toracica per analizzare la profondità e le caratteristiche delle lesioni compatibili con ferite da arma da taglio, riconducibili all’utilizzo di un coltello. Sono stati inoltre effettuati tutti i prelievi medico-legali necessari, dai tessuti ai liquidi biologici, destinati agli esami tossicologici e istopatologici che rivestiranno un ruolo determinante nella ricostruzione dell’evento.

Tuttavia, il quadro resta complesso. Il corpo di Andrea Costantini si trovava in avanzato stato di decomposizione, considerato il tempo trascorso dal decesso, circostanza che ha inevitabilmente condizionato la possibilità di accertare con precisione ulteriori elementi, in particolare i segni riscontrati nella zona del collo, da tempo al centro delle contestazioni avanzate dalla famiglia. «Nonostante la difficoltà del caso – ha spiegato il professor D’Ovidio – è stato possibile effettuare l’esame autoptico con il massimo dell’attenzione e secondo le linee guida. Ho eseguito tutti i prelievi necessari. Una parte significativa dell’accertamento è stata completata positivamente, ma ora è indispensabile attendere gli esami istologici e tossicologici per fornire risposte complete al giudice». Il medico legale non si è sbilanciato sulle ipotesi investigative, ribadendo la necessità di completare l’intero iter scientifico. Il termine per il deposito del referto definitivo è fissato in 90 giorni.
«Allo stato attuale – precisa Cecchi – non è possibile né corretto formulare alcuna ipotesi conclusiva, né in senso suicidiario né in senso omicidiario. Sarà esclusivamente l’esito degli esami di laboratorio, unitamente alla valutazione tecnica complessiva del CTU, a consentire eventuali determinazioni». La difesa della compagna del defunto ribadisce piena fiducia nel lavoro del medico incaricato dal giudice e attende «con rispetto gli esiti degli accertamenti scientifici, nella convinzione che solo tali risultati possano fornire risposte attendibili e oggettive».

EB