CHIETI. “Serve chiarezza sul tema dell’indennità di Pronto soccorso e sul Decreto Calabria per evitare confusione tra le lavoratrici e i lavoratori della sanità pubblica”.
È quanto sottolineano FP Cgil Abruzzo e UIL Fpl Abruzzo, che intervengono nel dibattito sindacale spiegando la differenza tra le risorse già previste a livello nazionale e quelle ancora da reperire a livello regionale.
Secondo quanto evidenziato dalle organizzazioni sindacali, l’indennità di Pronto soccorso è stabilita da una norma nazionale ed è finanziata direttamente dalla Legge di Bilancio dello Stato. Il contratto collettivo nazionale si limita alla ripartizione delle risorse su base regionale, mentre il confronto con la Regione riguarda esclusivamente i criteri di distribuzione. Per questo, spiegano i sindacati, presentare tali somme come una “conquista sindacale” non comporta alcun incremento reale nelle buste paga.
La vertenza ritenuta centrale resta invece quella legata al ripristino del salario accessorio, ridotto negli ultimi anni per i dipendenti della sanità pubblica. Un tema che riguarda direttamente il Decreto Calabria e che, secondo FP Cgil e UIL Fpl, necessita di finanziamenti regionali aggiuntivi per recuperare le risorse sottratte negli anni 2024 e 2025.
Si tratta di fondi che incidono sulle condizioni economiche di tutto il personale delle Asl abruzzesi, sia del comparto – infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici – sia dell’area sanità, che comprende medici e dirigenti.
Per sostenere la vertenza, FP Cgil Abruzzo e UIL Fpl Abruzzo hanno avviato un percorso di iniziative che prevede informazione capillare al personale, mobilitazione sindacale e, se necessario, la proclamazione dello stato di agitazione con l’obiettivo di arrivare alla convocazione di un tavolo prefettizio regionale.
L’obiettivo dichiarato è ottenere un impegno formale della Regione Abruzzo a destinare e confermare le risorse necessarie al ripristino del salario accessorio.
Un primo confronto si è svolto il 29 gennaio 2026 presso l’Assessorato regionale alla Sanità, incontro che – secondo i sindacati – sarebbe stato favorito anche dalle iniziative annunciate nei giorni precedenti. In quella sede, la Regione avrebbe comunicato alle organizzazioni sindacali la volontà di destinare un finanziamento per coprire il ripristino del salario accessorio.
Per FP Cgil, tuttavia, la dichiarazione d’intenti non è sufficiente. Il sindacato, pur riconoscendo l’apertura manifestata dalla Regione, ribadisce che la mobilitazione proseguirà finché l’impegno non sarà messo nero su bianco e formalizzato in modo chiaro e definitivo, senza escludere il ricorso allo stato di agitazione.
“Alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità pubblica non servono annunci, ma certezze”, sottolinea FP Cgil, chiedendo atti concreti e trasparenza sul futuro delle risorse economiche.



