mercoledì 4 Febbraio 2026
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“Sculpture_puzzle For Children”, l’opera di Giuseppe Colangelo realizzata per un fine nobile

VASTO. È davvero fantastico, il discorso sull’Arte di Giuseppe Colangelo, l’Artista, segue un filo, che conduce a molti aspetti di ricerca e studio che approfondisco varie tematiche, tutte riconducibili alle sperimentazioni già intraprese dai grandi contemporanei, strade che però mai trovano una fine, i percorsi sono tanti e vari, c’è quello che porta verso Gianni Rodari, per quanto riguarda, il significato semplice dei suoi manufatti artistici, come le storie del grande scrittore, pedagogista e poeta, specializzato in testi per l’infanzia, maggiormente rivolti ad un pubblico di bambini, ma fruibili a tutti per tutte le età, utilizzati dagli adulti per riuscire ad entrare e comprendere il mondo fantastico dei bambini, quello segnato dalla curiosità, dalla spontaneità dei gesti, dalla fantasia e creatività innata in ognuno di noi, così come il grande Bruno Munari, artista, design, scrittore, che si è avvicinato ad un pubblico dai 0 ai 99 anni, proprio come Giuseppe Colangelo, il grande sodalizio con Rodari, le molteplici collaborazioni, la “Maestra” Maria Montessori, educatrice e pedagogista dal quale prendono il nome molte Scuole in tutto il mondo, seguendo e applicando il suo Metodo, secondo il quale si apprende più facilmente attraverso il gioco, l’insegnamento attraverso l’arte come gioco e di conseguenza, il gioco che diventa arte oppure, Maria Lai,artista a tutto campo che con i suoi “fili”, intrecci, ricami, intesse e cerca di ricucire il rapporto dell’uomo con la natura con la madre Terra e tutto questo, sempre, attraverso una profonda ricerca e attraverso le cose semplici come il gioco che veicola l’Arte, lei è stata la prima, con la sua opera “Legarsi alla montagna” a dar vita alla prima opera di Arte relazionale, è una forma d’arte contemporanea che si sviluppa attorno alla metà degli anni novanta e prevede la partecipazione del pubblico alla costruzione o alla definizione dell’opera di cui è partecipe, proprio come Giuseppe Colangelo, capace di coinvolgere lo spettatore a diventare esso stesso parte integrante dell’Opera, opera vivente, tutto questo attraverso varie forme di gioco.

Gli Impressionisti, che si rapportavano continuamente con la Natura e il movimento, senza progettazione, senza disegno, ma solo nell’immediatezza dell’attimo fuggente, catturandolo, con tocchi di colore puro, ed infine, i fantastici giochi di colore e movimento, giochi scultorei, assemblaggi di materiali, di pieni e vuoti ruotanti, di equilibri ed incastri, di fili, che riconducono tutto all’armonia, alla perfezione e agli equilibri, tutti presupposti di un’Arte spaziale e innovativa, basata sui principali canoni dell’Arte Classica, che supera però, tutti gli stereotipi proiettando si al futuro, parlo del grande scultore Alexander Calder, che con i suoi congegni di arte cinetica”Mobile” ricorda anche le “Macchine inutili” di Bruno Munari.

Ecco dunque, che il colore, la forma, gli incastri, i pieni e i vuoti, la bidimensionalita’ dell’Opera unica, diventa una Scultura, un oggetto tridimensionale. L’oggetto d’Arte di Giuseppe Colangelo, è una scultura dalle forme semplici, dagli incastri mutevoli, rimettere le proprie cose al proprio posto, così come in puzzle, che si ricompone inserendo i tasselli al posto giusto, dove i pieni riempiono i vuoti, in combinazioni perfette … germogli che spuntano dalla terra … Un’Opera molto attuale, in questo momento epocale, dove il presente è già storia e dove il futuro è da scrivere immediatamente, dove il tempo fugge via così come, l’acqua scivola via tra le mani, per tornare alla terra …

Apprezzo molto questa sua ricerca che condivido appieno, l’Arte non ha età e soprattutto, deve essere fruibile anche da chi non può vedere, ma solo toccare con gli occhi dell’anima … “VIETATO NON TOCCARE” di Bruno Munari è secondo me, uno dei fondamenti della ricerca dell’Arte, il filo che unisce tutti … l’Opera di questo Artista contemporaneo, mi fa pensare tanto alle scatole dei giochi di Munari, ma anche ai cassetti da aprire e chiudere della Montessori, senza dimenticare il Filo che unisce, della sopracitata Maria Lai … oppure i racconti per forme, colori ed immagini come le semplici parole di Rodari, tutti Artisti, che hanno portato il cambiamento con le loro ricerche e le loro sperimentazioni, dove l’Arte si mette in gioco e diventa essa stessa gioco, così Giuseppe, non si ferma mai, la sua opera è un continuo evolversi per portare essa stessa il cambiamento più che adattarsi al cambiamento dei tempi.

Complimenti. Carla Di Pardo

https://www.ameluna.it/18-giuseppe-colangelo

Il ricavato andrà a finanziare le attività dell’associazione La Conchiglia onlus di Vasto, che si occupa di sostenere i pazienti oncologici e le loro famiglie.