I supermercati italiani: dalla nascita al presente

LA STORIA gio 20 ottobre 2022
Dal web di La Redazione
3min
I supermercati italiani: dalla nascita al presente ©Web
I supermercati italiani: dalla nascita al presente ©Web

VASTO. Quando abbiamo bisogno di qualcosa, recarsi ad un supermercato è una delle prime cose che ci viene in mente. Ne esistono tanti, di diverse dimensioni e in tantissime parti d’Italia, da nord a sud. Con l’avanzare del tempo, i supermercati hanno preso sempre più piede nelle varie regioni italiane, diventando quasi 11 mila all’attivo, a cui bisogna sicuramente aggiungere anche il numero di “market” più piccoli. Ma quando sono nati i supermercati? E come stanno affrontando il recente periodo di difficoltà economica?

La nascita e il passato

Siamo nel 1957, quando il corriere “Milanese”, giornale dall’ovvia provenienza, annuncia l’apertura di quello che verrà chiamato “supermarket” in una delle vie della città. La data non fu scelta a caso, poiché da quell’anno in poi nacque il programma cult “Carosello” e l’Italia iniziò il periodo di boom economico che ha accompagnato gli anni ‘60. Il funzionamento del supermarket voluto da Rockefeller era basato sul self-service e sull’introduzione dei primi carrelli. Nessuna concorrenza, era il primo di tutti, ed ebbe un grande successo.

Di lì a poco diventarono sempre di più i negozi di quel genere, e la S del logo “Supermarket” presentava la forma allungata che oggi vediamo nella nota catena di supermercati Esselunga.

Tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta nacquero catene come Sisa, Auchan, Conad, Coop, Esselunga e molte altre compagnie che formarono un vero e proprio settore, partendo dal nord fino ad arrivare al sud. La grande disponibilità di prodotti e il loro costo portava molte persone ad affollare i supermercati, facendo una spesa che veniva definita “all’americana”, dato il luogo di origine dei supermarket.

Il presente e il futuro in bilico 

Le filiali delle varie catene di supermercati hanno creato dei sottocategorie in cui raggruppare le stesse in base alle dimensioni. Non solo, nel tempo (e soprattutto negli ultimi anni) sono diventate sempre più frequenti le aperture dei discount, dove si possono comprare prodotti alimentari e oggetti di qualsiasi tipo a prezzi molto bassi.

Con l’influenza del “mindset” americano, è diventata importante, se non quasi ossessiva, la ricerca all’offerta. Che sia il volantino Tigros, un cartellone esposto per strada o un semplice giro “di ricognizione”, tutti gli italiani cercano quei prodotti scontati per un determinato periodo di tempo, fino ad arrivare alla netta preferenza di un prodotto rispetto ad un altro semplicemente per il fatto che sia scontato.

Parlando di offerte, però, è impossibile non menzionare gli e-commerce, che da alcuni anni a questa parte stanno pian piano spostando il pubblico e i potenziali acquirenti dai negozi fisici (quindi market di vario tipo, supermercati e centri commerciali) ai negozi virtuali, presenti in vari siti web. Che siano di genere alimentari o oggetti di vario utilizzo, i prodotti venduti nei vari e-commerce sono moltissimi, e grandi brand come Amazon hanno reso la vendita online un vero e proprio fenomeno culturale, data la vasta disponibilità di prodotti, di cui molti soggetti a promozioni e offerte.

A questa situazione difficile, si è aggiunta la presenza di una pandemia che ha cambiato tutto, limitando i contatti fisici e le interazioni sociali. Ecco perché adesso molti supermercati stanno subendo ancora le conseguenze della pandemia, soprattutto a livello economico.

I dati, però, sembrano ancora incoraggianti rispetto ad una situazione del genere, con catene come Lidl e Esselunga che sono riuscite ad aumentare il loro fatturato anche grazie alla rivoluzione del marketing e della pubblicità, elementi ormai fondamentali per ogni catena di supermercati.

Questa era una breve storia sui supermercati in Italia. Dati alla mano, si può ancora sperare nella presenza fisica dei vari supermercati ancora per anni, ma la sensazione riguardo al futuro ha comunque un briciolo di preoccupazione, vista la presenza sempre più frequente di e-commerce di vario tipo.


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